Erano Voci (Il Molo 2006) di Giorgio Bona
Erano voci
di Giorgio Bona

«Lo conoscevo da poco, ma mi feci di lui l’idea di un uomo scaltro, diffidente, astuto. Lo si leggeva nei suoi occhi sfuggenti, che non ti guardano mai direttamente, che celano una sottile ma evidente curiosità. Il suo modo di parlare flemmatico, chiaro, era tipico di quei burocrati dei grandi ministeri moscoviti, ma lui mi colpiva con quel suo modo di ascoltarti compassato, zelante, assorto, le mani che di continuo sfioravano le sigarette come a voler toccare qualcosa che dà sicurezza, le pupille dilatate dal fumo eccessivo.»
Un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio, che corre su un doppio binario: il ricordo autobiografico e la realtà di un incontro/scontro con la cultura russa, misteriosa e ambigua, ma assolutamente affascinante.
Questi due momenti si sposano felicemente sulla pagina, dando vita a un intrigo in cui il protagonista si trova coinvolto, sulle tracce di un fantomatico scrittore russo la cui identità è tenuta gelosamente nascosta. Nell’intreccio si delinea il ritratto della Russia nel periodo della perestrojka, con tutti i residui che il comunismo ha lasciato dietro di sé, si sul piano politico che culturale. Una riflessione sulla letteratura intesa come risposta alle mille voi che affollano l’animo umano, descritta da un traduttore dal russo che si rivela essere fine conoscitore della grande tradizione sovietica.
Editore: Il Molo
Uscita: in libreria